CAMBIARE VITA: QUANDO E COME HO DECISO DI FARLO

Parto proprio dall’inizio, per farti capire quale è stato il percorso che mi ha fatto aprire un blog e sopratutto mi ha fatto fare il salto e cambiare vita, cosciente del fatto che sono all’inizio di un cammino che spero mi porterà soddisfazioni e che spero dia spunto ad altre mamme e donne che come me si sono ritrovate a scegliere cosa fare dopo la maternità.

Sapevo che prima o poi sarebbe successo, che quel giorno sarebbe arrivato, che mi si sarebbe accesa la lampadina. Era il 17 settembre 2016, stavo preparando Tommaso, il primogenito, per uscire ed andare in stazione a prendere gli zii romani che arrivavano per stare insieme qualche giorno. C’era la radio accesa e, con la coda dell’orecchio sento che parlano di qualcosa che, in cuor mio, sapevo di dover ascoltare… Mi sono appuntata questo: Nomadi digitali. E poi io e Tommy siamo usciti per fare quello che dovevamo fare.

Nel settembre 2016 Tommaso aveva poco più di un anno ed ero in attesa di Alessia, che sarebbe arrivata a febbraio. Avevo un lavoro, un buon lavoro che mi ero cercata ed ottenuta, ma che allo stesso tempo non potevo più gestire con 2 bambini piccoli.

Quelle due parole, Nomadi digitali, erano importanti per me, ma la seconda più della prima, perchè rappresentava la soluzione, o meglio, l’inizio di un lungo cammino. Ero in un momento che non potevo pensare di andare avanti con il vecchio lavoro ma non avevo una valida alternativa da mettere in campo. E comunque in cuor mio sapevo di non voler stare tutto il giorno in un ufficio ma volevo trovare il modo di conciliare il più possibile lavoro e famiglia, ritagliando del tempo per gestire i bambini.

Certo, potresti dirmi che avrei potuto cercarmi un lavoro part-time, ma non mi sarebbe bastato. Un po’ perchè ho un animo indipendente, un po’ perchè nel momento in cui i bambini si ammalano o hai altre necessità, se sei freelance ti puoi autogestire, se sei sotto padrone devi sempre chiedere e non è detto che sempre ti dicano di sì. Certo, poi ti riduci a lavorare di notte, ma ci sono molti vantaggi da non sottovalutare.

Dunque cosa stavo cercando? Perchè quella mattina, sentendo parlare di Nomadi Digitali, mi si è accesa una lampadina?

Io e mio marito eravamo consapevoli del fatto che la mia situazione lavorativa era da risolvere in qualche modo. C’era da un lato il bisogno di 2 stipendi e dall’altro l’impossibilità di lasciare un posto di lavoro senza avere una valida alternativa. Perciò io stavo cercando un lavoro che mi desse queste possibilità: guadagnarmi uno stipendio pieno e togliermi delle soddisfazioni lavorative che ultimamente non avevo, facendo un lavoro che mi piacesse. Poter gestire i bambini che vanno all’asilo ma che si ammalano spesso, poterli portare dal pediatra senza dover prendere permessi, poterli portare personalmente in piscina, senza delegare altri e via discorrendo…

E andando a cercare il sito www.nomadidigitali.it mi si è aperto un mondo. Un mondo che potevo far diventare anche mio, senza il legame con un ufficio e un posto di lavoro. Il web oggi offre la possibilità di lavorare semplicemente con un PC e una connessione. Questo è quello che io voglio sfruttare, al momento da casa mia, dunque non posso definirmi nomade, ma sicuramente posso definirmi digitale.

Ovviamente nel mio precedente lavoro facevo tutt’altro rispetto a quello che avevo studiato: mi occupavo di rifiuti industriali. All’università invece avevo scritto una tesi sulla PNL nel linguaggio pubblicitario. Tesi che ovviamente è rimasta nel cassetto, ma che oggi forse potrei rispolverare.

Era andata più o meno così: durante il periodo universitario ho lavorato nelle biblioteche della mia zona ma era un lavoro che, finita l’università, non mi bastava più e ho voluto lasciarlo per trovare qualcosa di meglio. La realtà è stata che per portare a casa uno stipendio con un contratto a tempo indeterminato ho dovuto pensare di lavorare in settori diversi e acquisire sul campo competenze diverse, lasciando nel cassetto tutti quegli ambiti di comunicazione e marketing che avevo letto sui libri. Dunque sono finita a lavorare nel settore dei rifiuti, settore che, con tutto il rispetto perchè mi ha dato la pagnotta per tanti anni, non è che mi desse chissà quale soddisfazione.

Ma a parte le soddisfazioni, avevo il grosso problema di non riuscire a gestire il lavoro con l’organizzazione della vita quotidiana con i bambini.

Avrei dovuto chiedere supporto di terzi, perchè con gli orari di mio marito e i miei non si sarebbe riusciti a gestire i bambini per portarli ed andarli a prendere all’asilo. Ci avevamo anche provato tra una gravidanza e l’altra, quando sono rientrata al lavoro che Alessia ancora non c’era e Tommy era piccolino, intorno ai 9 mesi. Lo abbiamo iscritto al nido e andava anche volentieri, ma mi sono ritrovata a dover fare i conti con tutti i malanni possibili ed immaginabili, tanto che ci siamo anche ritrovati con Tommaso che stava malissimo e  che lo abbiamo dovuto portare al pronto soccorso. Il risultato è stato 4 giorni di ricovero. Certo, da freelance cosa avrei fatto in quei 4 giorni? mi sarei portata il pc e avrei lavorato in ospedale quando Tommy dormiva. E questo forse sarebbe stato un po’ un sacrificio, ma non avrei dovuto annullare appuntamenti con clienti e giustificarmi con l’azienda per la mia assenza. In ogni caso, in quel periodo andavo avanti così perchè non avevo ancora avuto l’illuminazione. Non sapevo ancora come fare per lasciare il mio vecchio lavoro, perciò si andava avanti come si poteva. Poi sono rimasta incinta di Alessia, e con due bimbi piccoli si sarebbe fatto tutto ancora più difficile.

Però in quel giorno di settembre, che non dimenticherò mai, arrivò l’illuminazione. Ho iniziato a cercare su internet per capire come fare e da lì mi sono rimboccata le maniche. In realtà, come ti dicevo già prima, a me non interessava essere nomade. Almeno fino ad adesso io e mio marito Gian non abbiamo ancora pensato concretamente di andare via, anche perchè è da poco che ci siamo stabilizzati, ma questa è un’altra storia.

Mi interessava invece ESSERE DIGITALE perchè l’obiettivo finale era quello di fare un lavoro da casa. Lavorare con un PC e una connessione internet. Da casa o dall’altra parte del mondo è uguale. Perchè se domani voglio partire, mi porto il PC e lavoro ovunque.

E così ho iniziato a studiare. E posso dirti con certezza che non smetterò mai di farlo. Il web corre e io devo correre con lui. Ma da quando mi sono messa sui libri e ho iniziato a frequentare corsi on line ho imparato un sacco di cose che sto mettendo in pratica.

Però ALT, contestualizziamo: donna di 36 anni con un figlio di un anno e poco più e una in arrivo che si mette a studiare approfittando del periodo di maternità. Si, per chi ha due figli, soprattutto se sono vicini, sa che tutto questo non è proprio una passeggiata. Però devo dire questo: l’impossibilità di portare avanti il mio vecchio lavoro la considero una grande occasione, perchè ho dovuto fare il salto. Questo comporta sacrifici perchè spesso le mie serate sono davanti al PC, perchè invece di leggere romanzi o vedere film mi divoro manuali o videocorsi…però ho obiettivi ben chiari che sto per raggiungere. E tra gli obiettivi ci sono anche queste piccole possibilità, che per qualcuno possono essere banali o scontate ma che per me sono importanti: se mi chiamano dall’asilo perchè Tommy o Ale stanno male, posso andare io a prenderli, la mattina posso portarli io e al pomeriggio posso andarli a prendere. Possiamo fare merenda insieme ed andare al parco o in piscina. Posso dunque vivere i migliori momenti della vita di miei figli senza dover rinunciare al lavoro.

Certo che qualcuno potrebbe dire (anche più di qualcuno) che sono pazza, che ho fatto il salto più lungo della gamba, che ho lasciato un lavoro a tempo indeterminato. Ma di questo ne parleremo un’altra volta. E comunque la cosa più importante è che la persona con cui hai scelto di vivere la tua vita non ti remi contro. Infatti un altro fattore importante che ha reso possibile questa scelta è stata la fiducia di mio marito. L’importanza di avere a fianco una persona che ti sostiene in questo progetto è essenziale. Perchè se hai qualcuno che ti rema contro è tutto più difficile, mentre se hai chi ti sostiene hai più grinta per portare avanti il tuo obiettivo.

E così con mio marito Gian, abbiamo affrontato la situazione di petto e abbiamo fatto le dovute valutazioni: abbiamo valutato la situazione economica che si sarebbe dovuta aggravare anche della retta dell’asilo nido di Tommy ed Ale ma che comunque era l’unica soluzione per permettermi di avere delle ore da lucida da poter sfruttare per la mia formazione.

Non ci sono state altre possibilità, anche perchè faccio parte di quella generazione che ha i genitori che lavorano ancora…e che lo faranno ancora per anni. Ma quello dei nonni è un altro capitolo, ne parleremo con calma in un’altra occasione.

Oggi posso dirti questo: se tu mi guardi da fuori, non conoscendomi approfonditamente, non vedrai alcun cambiamento nella mia vita. Vivo i soliti luoghi, frequento le solite e poche persone, vivo la routine dei miei figli e godiamo dei momenti semplici che la vita ci propone. Nella realtà invece, la mia testa ha fatto una rivoluzione, ho cambiato tutto il mio sistema di credenze, i miei pensieri sono orientati alla soddisfazione lavorativa e familiare. Le mie giornate sono scandite da progetti, da cose da imparare. Ho in continuazione stimoli nuovi e ho una voglia incredibile di portare a casa risultati. Ho tirato fuori il mio spirito forte e combattente, quello che per tanti anni è rimasto nascosto dentro di me. E il 2018 sono sicura che porterà numerosi frutti, perchè ho seminato a fondo. Sono anche convinta che mi arriverà qualche batosta, ma avrò la forza di affrontarla. E da qui si riprende. Si perchè, se mi guardo indietro, di batoste ne ho avute, ma a pensarci oggi, mi sono rialzata più forte di prima. Perciò sono pronta anche per cadere e rialzarmi, senza la pretesa di essere sempre e per forza sulla cresta dell’onda.

Ecco che qua ti ho raccontato un po’ di me: ho questa predisposizione a buttarmi in cose mai troppo semplici ma che rendono la vita briosa. E così, da una necessità reale ho deciso di cambiare vita ed essere, lavorativamente parlando, totalmente indipendente. E per far sapere a mamme come me che questa via è possibile, ho deciso di aprire questo blog, dove il filo conduttore è il ritrovare la propria serenità personale e lavorativa dopo l’arrivo dei bambini.

E per fare ciò, ho dei buoni propositi da perseguire con l’inizio dell’anno nuovo. Vuoi conoscere questo progetto dei buoni propositi 2018? Vuoi sapere qual è il mio buon proposito? vuoi dirmi qual è il tuo buon proposito

L’OBIETTIVO è QUELLO DI PORTARE A TERMINE I NOSTRI BUONI PROPOSITI, a prescindere da quali essi siano.

Se poi anche tu hai avuto un’esperienza simile e vorresti raccontarla e condividerla su questo blog, scrivimi  all’indirizzo mamy@mamyonline.com

Se invece vorresti fare il salto e hai voglia di condividere i tuoi pensieri, le tue paure, i tuoi progetti, o semplicemente vuoi farmi delle domande, scrivimi pure qui sotto, su Facebook o direttamente nella mia casella mail mamy@mamyonline.com. Ti aspetto!

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