LA RESILIENZA E IL CAMBIAMENTO

LA RESILIENZA E IL CAMBIAMENTO

Resilienza: Tutti ne parlano

Da qualche anno a questa parte, forse anche per merito o colpa dei social, si sente parlare spesso di RESILIENZA, come se questo concetto fosse qualcosa di nuovo, da scoprire, da coltivare, da apprendere.

Qualcuno propone corsi su come “apprendere la resilienza”, come se fosse una materia scolastica da imparare sui libri. Certo, la resilienza risulta essere una qualità importante soprattutto in un periodo storico ed economico come quello di oggi, dove la crisi economica è ormai presente da 10 anni.

La difficoltà di avere un lavoro o di mantenerlo, associato alla difficoltà di trovare un proprio ruolo all’interno della società, sono caratteristiche costanti nella realtà sociale di oggi. Persone che hanno perso il lavoro, persone che non trovano lavoro, ragazzi che partono per mete lontane. E oltre ad una crisi economica assocerei una crisi sociale, dove le persone faticano a trovare un ruolo nella società od in ambito lavorativo.

Siamo nel bel mezzo di una RIVOLUZIONE. Anche se magari non ce ne accorgiamo. E in una rivoluzione, il CAMBIAMENTO ha un ruolo essenziale. E il cambiamento spesso porta a delle SFIDE che talvolta non siamo in grado di affrontare. Ed ecco che, in questo difficile contesto, lo sviluppo della resilienza appare come fondamentale per l’approccio alla vita quotidiana.

Definiamo la Resilienza

Wikipedia dice che:

la resilienza è un concetto che indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

Sono persone resilienti quelle che, immerse in circostanze avverse, riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e persino a raggiungere mete importanti.

Pietro Trabucchi (psicologo) definisce la resilienza così:

la resilienza psicologica è la capacità di persistere nel perseguire obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli altri eventi negativi che si incontreranno sul cammino. Il verbo “persistere” indica l’idea di una motivazione che rimane salda. Di fatto l’individuo resiliente presenta una serie di caratteristiche psicologiche inconfondibili: è un ottimista e tende a “leggere” gli eventi negativi come momentanei e circoscritti; ritiene di possedere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda; è fortemente motivato a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato; tende a vedere i cambiamenti come una sfida e come un’opportunità, piuttosto che come una minaccia; di fronte a sconfitte e frustrazioni è capace di non perdere comunque la speranza.

La resilienza e il cambiamento

Ci sono persone che di fronte al cambiamento si abbattono, hanno paura, non riescono a reagire. Si spaventano davanti a una variazione repentina di un evento. Non riescono a gestire il cambio di programma improvviso. Però il cambiamento nella vita di una persona è sempre presente, anche se questa cerca di evitarlo. Ci sono eventi che non dipendono da noi e che comunque devono essere affrontati. Ma da noi dipende la forza interiore che possiamo sprigionare per affrontare questi cambiamenti. L’energia con cui affrontare certe situazioni dipende da noi. Solo da noi può essere “coltivata” la resilienza.

Abbattersi, lamentarsi, giustificarsi sono solo alcuni metodi per seppellire la nostra resilienza, il nostro spirito di combattimento verso il cambiamento. Sorridere, vedere il lato positivo delle cose, essere propositivi sono approcci alla vita che ci portano ad accrescere la nostra forza interiore. Il cambiamento così ha un ruolo propositivo e positivo nella nostra vita e addirittura può diventare una opportunità. E le opportunità si devono cogliere, senza paura di sbagliare, di essere giudicati. Per essere più sereni verso questi cambiamenti che la vita ci propone, serve cambiare il nostro punto di vista verso di essi. Se il cambiamento è visto come un fattore positivo, riusciremo a leggere le occasioni che il futuro ci pone davanti, come momenti di sfida e di evoluzione. Certo, in alcune occasioni tutto questo non è semplice. È più facile abbandonarsi al lamento, che tende però a portarci alla depressione, alla tristezza, alla solitudine. Perciò è il caso di incominciare a sviluppare la nostra resilienza, per cercare di superare le sfide che la vista ci propone.

Spero di avervi chiarito questo concetto di cui spesso si sente parlare e che credo che debba fare parte di noi, nelle piccole e nelle grandi situazioni che la vita ci pone. Io provo ad applicarmi per approcciarmi positivamente agli eventi negativi. E voi? È così difficile farlo?

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A presto.

S.

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